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Rovigo, 20 agosto 2008 - Lo stato dei corsi d’acqua polesani è allarmante. I canali irrigui e i fossati sono diventati nulla più che condotte per il deflusso delle acque e per l’irrigazione delle campagne. Nel giro di pochi anni gli alvei appaiono privi di vegetazione: sono scomparse tutte le piante tipiche, sostituite da sassi e massicciate. A lanciare l’allarme è la Sezione provinciale di Rovigo del Wwf Italia.
Non solo sono scomparsi il Ceratofillo, il Millefoglio d’acqua e la Vallisneria ma anche la Ninfea bianca e la Ninfea gialla ma le anche la situazione delle rive è drammatica. "Il consolidamento delle sponde con pietrame da parte dei Consorzi di bonifica - spiega il Wwf - dapprima ha eliminato le fasce di canneto e di cariceto dove presenti, poi ha determinato l’affermazione di un ambiente più arido e drenato, libero alla colonizzazione da parte delle specie esotiche infestanti. A togliere eventuali ricrescite di erbe palustri e prative ci pensano le efficientissime macchine decespugliatrici dei consorzi, che riescono a eliminare anche l’ultima canna cui la gallinella d’acqua, animale per nulla esigente in fatto d’ambiente, aveva ancorato il proprio nido. Tutti se ne vanno, ovvero tutti devono andarsene da un ambiente che costituisce ormai solo la cloaca dei reflui di città e campagne".
Esempi, secondo i rappresentanti del Wwf locale, sono sotto gli occhi di tutti: in prossimità di Rovigo sono il Ceresolo, la Rezzinella e, almeno in parte, l’Adigetto.
"E’ obbligatorio - annota il Wwf - chiedersi quali possono essere le cause di questo così accelerato degrado. Se tante specie vegetali scompaiono, ciò deve essere in relazione alla qualità delle acque e all’azione di disturbo esercitata sugli ecosistemi acquatici. In mancanza di indagini specifiche e di dati certi, ci limitiamo a rilevare che le acque di tutti i corsi d’acqua appaiono molto più torbide di solo qualche anno fa, mentre le piante sopra citate trovano ancora qualche rifugio laddove l’acqua è più limpida e il territorio è meno manomesso. E’ invece fuor di dubbio che una pratica agricola di tipo industriale e un’implacabile e generalizzata eliminazione della vegetazione acquatica e palustre da parte dei Consorzi di bonifica per mezzo di massicciate e sfalci incide in modo irreversibile sulla vegetazione".
L’ambiente, il territorio e il paesaggio polesano, benché continuino ad apparire più verdi di altre province del Veneto, sta vivendo, secondo il Wwf, una "trasformazione radicale e forse definitiva, ma soprattutto silenziosa. Provincia, associazioni e Consorzi di bonifica - conclude il Wwf- devono mettere in atto serie iniziative per il monitoraggio e il risanamento".
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