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Consumi in crisi, aumentano i rifiuti |
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Scritto da Managers
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martedì 07 ottobre 2008 |
In passato crescevano con il benessere: si guadagnava di più, si acquistava di più, ma si sprecava anche di più. Adesso è la crisi dei consumi a far salire la quantità dei rifiuti che ogni anno si raccolgono a Milano. Un´impennata che il Comune definisce «preoccupante» soprattutto se si analizzano i dati pro capite, saliti di 20 chili (siamo arrivati a 570 chili all´anno: nel 1996 erano 517) negli ultimi due anni.
Ed è proprio Palazzo Marino a spiegare quello che potrebbe essere un paradosso: «La capacità di spesa sempre più limitata delle famiglie spinge il mercato del low cost - dice l´assessore Maurizio Cadeo, che ha la delega alla Gestione dei rifiuti - promuovendo l´acquisto di prodotti di bassa qualità e di breve ciclo di vita». Una nuova forma di «usa e getta», lo definiscono. Ed è per questo che l´amministrazione vuole correre ai ripari. Ripristinando la raccolta dell´umido, che partirà in via sperimentale all´inizio del prossimo anno e che, se allargata a tutta la città, permetterebbe di aumentare del 7 per cento la differenziata. E ribadendo la «necessità di un secondo termovalorizzatore».
La produzione dei rifiuti ha subito un andamento altalenante, ma negli ultimi anni punta senza inflessioni verso l´alto: nel 2007 sono state 739mila 332 le tonnellate totali, cui vanno aggiunte le 46mila 676 dello spazzamento delle strade. L´incremento in un decennio è stato del 20 per cento (+1,6 all´anno). «Una tendenza che stiamo riscontrando anche nel 2008 e che continuerà», dice Cadeo, che ha illustrato la situazione di Milano alla commissione permanente per il Territorio, l´ambiente e i beni ambientali del Senato. «Il nostro è un modello positivo - continua l´assessore - che abbiamo analizzato in modo accurato». Ed è proprio dallo studio di quanto ogni giorno viene gettato nella pattumiera che gli esperti del Comune hanno individuato il legame con l´inflazione e la crisi economica. «Notando sempre più gli stessi prodotti o le confezioni di oggetti gettati via con più frequenza. Il fenomeno è evidente nel comparto del tessile, ma ci aspettiamo una crescita robusta anche dei prodotti tecnologici». Numeri che si riflettono anche sui conti: l´ammontare della Tarsu, la tassa sui rifiuti, si aggira attorno ai 19 milioni di euro. Il costo medio che ogni milanese deve sostenere per la gestione dei rifiuti è di 138 euro, contro i 115,7 provinciali.
Come si può frenare questa tendenza? Palazzo Marino e Amsa vogliono puntare ancora di più sulla differenziata: Milano è arrivata al 35,5 per cento, una percentuale alta se si paragona ad altre città italiane, che si è stabilizzata dal 2002 a oggi con un incremento annuo dell´1,3 per cento. Ma comunque al di sotto degli obiettivi di legge: almeno il 40 per cento entro il 2007, il 50 alla fine del 2009. Si potrà salire con la raccolta dell´umido. Per ora si parte con in una serie di quartieri (zona Bovisa, San Siro, Accursio-Firenze) coinvolgendo 45mila cittadini e ipotizzando di raggiungere ogni giorno 5mila 500-6mila chili di rifiuti organici. «Ma è necessario un secondo termovalorizzatore, che dovrebbe essere realizzato nell´area a Sud, e per tutto il territorio provinciale». Anche di questo si dovrà parlare il 16 a Palazzo Isimbardi, quando il consiglio provinciale affronterà la discussione sul piano rifiuti. «E bisognerà guardare anche al mercato - conclude l´assessore - pensando a un ragionamento con le aziende sugli imballaggi».
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