|
Secondo il presidente del consorzio che gestisce il gassificatore posto sotto sequestro dal Noe, le accuse della magistratura non starebbero in piedi. Gli investigatori, intanto, estendono gli accertamenti a tutti gli impianti del Lazio.
Nel giorno in cui il gassificatore di Malagrotta, sottoposto nei giorni scorsi a sequestro preventivo per irregolarità nelle misure antincendio - doveva essere inaugurato, l’avvocato Manlio Cerroni, 84enne presidente del Colari (Consorzio laziale rifiuti) che gestisce discarica e gassificatore, nonché proprietario di una parte dell’area interessata, lancia la sua controffensiva: «Non ero tenuto ad avere il certificato antincendio – risponde a chi gli chiede spiegazioni sulla vicenda giudiziaria che ha portato al sequestro del gassificatore – perché l´impianto non era ancora a regime, ma in preesercizio».
Cerroni nega senza mezzi termini anche le responsabilità della decisione di costruire l’impianto in un’area ad alta concentrazione di stabilimenti inquinanti: «Erano l´allora presidente della Regione Lazio Francesco Storace e l´assessore Marco Verzaschi che dovevano valutare, che dovevano controllare. Loro mi hanno dato l´autorizzazione: che c´entro io?». Secondo l’avvocato, comunque, nonostante il sequestro del gassificatore, la capitale non rischia di finire sommersa da cumuli di spazzatura. A dargli questa certezza cristallina, la convinzione di poter continuare a sversare a oltranza i rifiuti a Malagrotta: «Finché campo – dichiara Cerroni - io gli faccio mettere i rifiuti in discarica ancora per 200 anni».
Intanto, il comitato dei residenti, che da sempre dà battaglia alla discarica e al gassificatore, continua a chiedere, per bocca del presidente Sergio Apolloni «una valutazione di impatto ambientale complessiva dell´area e un riesame di tutte le procedure e le autorizzazioni legate al gassificatore ». In attesa di nuovi sviluppi sulla vicenda, è trapelato che gli investigatori del Noe (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri) stanno passando al setaccio tutti gli impianti del Lazio e tutti gli atti della struttura commissariale che ha gestito la fase dell´emergenza, chiusa formalmente lo scorso 30 giugno.
Discuti quest'articolo nel forum. (0 messaggi)
|