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Decreto sacchetti plastica: Assorimap, no al bio

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Scritto da Managers   
Venerdì 11 Febbraio 2011 10:11

L’Assorimap, l’associazione nazionale dei riciclatori della materie plastiche chiama in causa il Ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo per rivedere la legge che dal primo gennaio vieta l’uso delle buste di plastica (shoppers). In una nota il Presidente di Assorimap, Corrado Dentis, ha lanciato l’allarme sull’introduzione dei bio-shopper o gli oxo-degradabili ottenuti da vegetali come il mais che dovrebbero assicurare il processo di biodegrabilità e compostaggio.

“Nel lungo periodo – sostiene Dentis – l’Italia sarà costretta ad importare materia prima dall’estero con maggiorazione dei costi mentre l’agricoltura del nostro Paese cambierà completamente volto con l’incremento di coltivazione intensiva di mais per rispondere al fabbisogno. L’introduzione di elementi ossidanti nelle plastiche – continua Dentis - farà in modo che i polimeri di origine petrolchimica diventeranno più leggeri fino a renderli attaccabili da funghi e batteri che decreteranno il terminare del ciclo di vita delle buste. Ma quanto tempo occorrerà perché una busta venga completamente distrutta dai batteri? E’ questa la via sostenibile?”. Oggi il circuito italiano della raccolta differenziata, gestito da Corepla, svolge un’attività di riciclo di circa 600 tonnellate di rifiuti di imballaggio in plastica. Di queste risulta riciclabile circa il 50%. Il 20% è costituito dagli shoppers sottoposti al riciclo meccanico. Il resto va a recupero energetico (per una minima parte) e a discarica. Intanto, secondo Assorimap, oltre il 60% dei supermercati e catena della grande distribuzione, non dispone ancora delle bio-shoppers ma continua ad utilizzare nelle more le buste di plastica. La strada, secondo Assorimap, è di puntare in modo deciso al riciclo meccanico delle materie plastiche e delle buste perché il processo sia in grado di generare valore economico e non un problema da gestire. “Nello stesso tempo – prosegue Corrado Dentis – andando solo verso l’azzeramento della produzione di buste di plastica si mette in ginocchio un comparto, quello delle aziende del riciclo, tra le più efficienti d’Europa. Queste aziende – continua Dentis – sono già costrette a comprare materia prima da riciclare con aste all’estero mentre potrebbero trovarla in Italia”. Secondo l’ultimo rapporto 2010 presentato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e Fise Unire, che raccoglie tutte le aziende attive nel recupero, esportiamo plastiche da riciclo proveniente da differenziata per circa il 54% e la Cina è uno dei nostri maggiori compratori. A difesa della plastica come importante risorsa se raccolta e riciclata, Assorimap lancerà una campagna per l’uso delle bags riutilizzabili ottenute da materiale 100% riciclato e riciclabile. (PRIMAPRESS)